Fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster): E’ Contagioso?

Scopri se il fuoco di Sant'Antonio e contagioso e quali rimedi usare per farlo passare

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Fuoco Sant'Antonio Contagioso
Herpes zoster

Viene definita come Herpes Zoster, o fiamme di Satana, ma è più comunemente conosciuta come Fuoco di Sant’Antonio, una malattia virale che si manifesta attraverso una dolorosa eruzione cutanea.

La malattia virale è causata dal virus varicella-zoster, che è l’agente eziologico non solo dell’herpes zoster, ma anche della varicella, e viene definita pure come fuoco di Sant’Antonio in quanto in passato, per la guarigione, secondo un culto taumaturgico sviluppatosi in Francia, si invocava l’intervento da parte di Sant’Antonio Abate.

Contagio da Herpes Zoster

fuoco di sant'antonio contagioDetto questo, il fuoco di Sant’Antonio è contagioso? Ebbene, la risposta è affermativa sebbene la trasmissione sia possibile solo ed esclusivamente venendo a contatto con le lesioni aperte dell’eritema.

Inoltre, chi è affetto da Herpes Zoster non trasmetterà il Fuoco di Sant’Antonio, ma la persona contagiata sarà colpita da varicella se non l’ha mai avuta oppure se non è stata mai vaccinata.

E’ in linea di massima escluso, invece, il contagio del Fuoco di Sant’Antonio per via aerea in quanto di norma la malattia virale non colpisce i polmoni e non passa nel flusso sanguigno.

Fuoco di Sant’Antonio: Soggetti A Rischio

fuoco di sant'antonio bambini

Ma chi è a rischio di Herpes Zoster? Ebbene, in teoria possono essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio tutti gli adulti che ha in passato hanno avuto la varicella anche se questa si è manifestata in una forma così lieve da passare quasi inosservata.

Ne consegue che chi non ha mai avuto la varicella non potrà essere colpito dal fuoco di Sant’Antonio le cui cause ed i cui fattori di rischio sono collegati e correlati all’età, al sistema immunitario ed all’etnia.

Nel dettaglio, le persone che hanno avuto la varicella e sono over 60 hanno una maggiore probabilità di contrarre l’Herpes Zoster specie se le difese immunitarie sono deboli. Inoltre, pure l’etnia è strettamente collegata alla probabilità di essere affetti dal fuoco di Sant’Antonio visto che, per esempio, è stato rilevato che in Paesi come gli Stati Uniti i bianchi hanno una probabilità di contrarre la malattia virale superiore del 50% rispetto ai cittadini afro-americani.

Herpes Zoster Ed Il Virus Della Varicella

Il fuoco di Sant’Antonio, per semplificare al massimo, può essere considerato come un meccanismo di riattivazione della varicella avuta in passato manifestandosi come una malattia virale che emerge dal nostro corpo raggiungendo attraverso i nervi la pelle e provocando la comparsa dell’eritema caratteristico che è molto doloroso.

I primi sintomi del fuoco di Sant’Antonio sono rappresentati da un persistente prurito, bruciore e formicolio in una zona ben precisa del corpo dove, nell’arco di pochi giorni, spunteranno poi delle pustole che, piene di liquido, sono simili proprio a quelle del virus della varicella.

Questo perché il virus della varicella, magari contratto da piccoli, può rimanere latente per decenni nelle cellule nervose per poi manifestarsi in maniera del tutto imprevedibile in un secondo momento generando una seconda eruzione cutanea che può essere più o meno estesa, e che va sempre tenuta sotto controllo avvalendosi della consulenza medica.

Una Malattia Virale Sempre Ben Localizzata

fuoco di sant'antonio sintomi

Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta in una zona ben localizzata del corpo, di norma all’altezza della vita ed esclusivamente da un solo lato, ma ci sono casi in cui il virus va ad interessare il viso ed in particolare la fronte oppure le zone vicino agli occhi.

Dopo che le pustole si sono formate, la guarigione di norma avviene in 2-4 settimane senza che sul corpo rimangono delle cicatrici. Pur tuttavia, molte persone colpite da Herpes Zoster, nella parte del corpo dove si è manifestato, possono continuare ad accusare dolore anche per diversi mesi.

Contagio Herpes Zoster In Gravidanza

Fuoco di Sant'Antonio Gravidanza

Per le donne in gravidanza è bene evitare di stare a contatto con persone colpite da Fuoco di Sant’Antonio. Questo perché, se non l’hanno mai avuta, possono contrarre la varicella che, in base al mese di gravidanza in corrispondenza del quale avviene il contagio, può portare a rischi per la salute del bambino.

In particolare, sebbene al riguardo tra i medici non emergano pareri concordi, c’è il rischio che il bambino possa nascere con delle malformazioni se la varicella viene contratta nelle prime 30 settimane di gravidanza. Se invece il contagio avviene tre settimane prima del parto, o nei giorni successivi, c’è il rischio che il bambino nasca con la varicella o che questa si manifesti pochi giorni dopo la nascita.

Nel caso limite in cui la mamma contrae la varicella al momento del parto, allora i rischi per il bambino che nasce tendono ad aumentare in quanto il suo sistema immunitario, essendo ancora immaturo, può far sì che il virus sia letale.

In tal caso, di norma, i medici somministrano al neonato l’immunoglobulina anti-varicella zoster che è un preparato a base di sangue e ricco di anticorpi in quanto ricavato da individui che sono da poco guariti dalla varicella o dal fuoco di Sant’Antonio.

Cure, Terapie e Prevenzione Contro il Fuoco di Sant’Antonio

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Chi viene colpito dal fuoco di Sant’Antonio deve sempre e comunque farsi vedere da un medico che sarà in grado di valutare il da farsi. In linea di massima, infatti, contro l’Herpes Zoster non servono cure e terapie particolari in quanto la malattia tende a regredire ed a scomparire, come sopra accennato, in un lasso di tempo che di norma non supera le quattro settimane.

Pur tuttavia, le cose cambiano se la malattia virale si manifesta su soggetti che presentano una depressione del proprio sistema immunitario causata, per esempio, da terapie pregresse effettuate contro i tumori, in caso di trapianto oppure se si è affetti da Hiv.

In tal caso, infatti, al fine di evitare complicanze i medici possono prescrivere una terapia a base di farmaci antivirali. Per quel che riguarda invece la prevenzione, la vaccinazione contro la varicella in tenera età permette di ridurre le probabilità di essere poi colpiti dal fuoco di Sant’Antonio magari 30 o 40 anni dopo con complicazioni di lungo corso che, dopo che si è guariti dalle lesioni cutanee, spesso sono rappresentate dalla nevralgia post-erpetica e dal prurito post-erpetico.

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